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Trecento anni di Piranesi

Il 2020 è l’anno del terzo centenario della nascita di Piranesi, un artista che ha regalato a Tivoli e a Villa Adriana un patrimonio iconografico immenso che è oggi conservato in una tale moltitudine di gallerie pubbliche e private da avere contribuito al mito di Tivoli quasi più delle stesse meraviglie architettoniche da lui raffigurate.

 

 

Le stampe del Piranesi ci ricordano quanto il patrimonio abbia bisogno di essere ricordato e messo a disposizione della cittadinanza e ci auguriamo tutti che il Comune di Tivoli e il suo Sindaco ricordino di valorizzare la memoria di questo straordinario artista con una serie di eventi significativi e coinvolgenti per la cittadinanza tiburtina e per l’immensa platea dei suoi turisti.

La “decadenza” raffigurata nel Piranesi tiburtino è quella di una cittadina amministrata da una Roma che sta di lì a poco per soccombere all’invasione napoleonica.
Una Roma in cui gli interventi del Papa per assicurare la conservazione del suo patrimonio non mancano ma che sono sempre più difficili da praticare.

 

Eppure neanche in quei tempi di crisi, monumenti dall’immenso valore storico come il sito di Ponte Lucano e del Sepolcro dei Plauzi venivano abbandonati a sé stessi come abbiamo visto fare negli ultimi vent’anni.

 

Lo stesso restauro della Torre dei Plauzi procede tra molte difficoltà e senza che venga assicurata una corretta gestione del fiume Aniene che attraversa quell’area. Il Casale del ‘600 versa ancora in una condizione penosa. E, soprattutto, la immonda sagoma del muro della vergogna (l’argine artificiale che non ha saputo neanche difendere l’incrocio della Via Maremmana dall’ultima piena) copre ancora la vista del sito archeologico.

Ci auguriamo quindi che il centenario di Piranesi contribuisca anche a risvegliare Tivoli dal torpore che circonda tutto il sito di Ponte Lucano.